Sperimentazione clinica con il glutoxim ® nel tumore del
polmone negli U.S.A.
Il glutoxim ®, o BAM 002, è
un farmaco con effetti sul sistema immunitario e sulla produzione delle "cellule
del sangue" (emopoiesi). Viene proposto dal produttore come farmaco
antitumorale ed antivirale.
Questo farmaco ha diverse azioni specifiche :
- contribuisce alla stimolazione ed alla
regolazione del sistema immunitario;
- è in
grado di stimolare la proliferazione e la maturazione delle cellule normali;
- induce le
cellule malate, siano esse tumorali od infettate da virus, ad accelerare la
propria morte ( apoptosi);
- migliora la
funzionalità dei tessuti e del sangue favorendone il ripristino sia strutturale
che fisiologico.
Il glutoxim è
un derivato del glutatione normalmente contenuto
all'interno di tutte le cellule del corpo umano e responsabile del mantenimento dello stato
ossidoriduttivo intracellulare. Il glutoxim, al pari del glutatione, esercita
un importante attività nel mantenimento di tale equilibrio cellulare. Il
surplus di glutoxim che eccede i fabbisogni cellulari è disponibile per altre
attività biologiche ed in particolare per la modulazione di alcuni processi
metabolici intracellulari che svolgono un ruolo essenziale nella regolazione
genetica e metabolica delle cellule.
I meccanismi alla
base di tali attività sono:
Il glutoxim
® é nato in Russia nella prima metà dello scorso decennio. Dopo ampi studi
clinici e grazie agli interessanti risultati ottenuti, è stato approvato per
uso commerciale e registrato dal Ministero della Sanità della Federazione
Russa; viene impiegato fin dal 1998 in associazione alle cure
chirurgiche, radioterapiche e chemioterapiche nel trattamento dei
tumori, e per la cura delle epatiti croniche attive indotte da
virus (epatite B e C).
La sintesi dei
risultati sperimentali, ottenuti e pubblicati in Russia, conferma che il
farmaco aumenta la probabilità di sopravvivenza dei pazienti nella maggior
parte dei tipi di tumore trattati: un sunto dei risultati ottenuti nel
carcinoma polmonare non a piccole cellule potete trovarlo sul sito ufficiale
della Pharma Bam, la società di biotecnologie che produce il farmaco (http://www.glutoxim.ru/eng/index.php?id=9&issueId=7).
Nei lavori
russi viene inoltre descritta la notevole
azione palliativa del glutoxim nei controllo dei sintomi della malattia e degli
effetti collaterali della radio- e della chemioterapia oltre ad una azione
generale di stimolazione funzionale dei tessuti .
Il farmaco, già
commercializzato nei Paesi ex sovietici, è stato sottoposto all' esame
della Food and Drug Administration americana; la corrispondente sperimentazione
ha avuto inizio nel 2001, in quattro centri ospedalieri ed universitari degli
Stati Uniti (Arlington-Fairfax Hematology-Oncology, Arlington, VA; Cancer Research
of Long Island, Great Neck, NY; Samuel S. Stratton VA Medical Center, Albany,
NY; University of Florida Health Science Center, FL), con lo scopo di valutare
l'efficacia e la sicurezza della somministrazione del farmaco per via
endovenosa, intramuscolare o sottocutanea, in associazione alla chemioterapia,
nei pazienti con carcinoma polmonare del tipo non a piccole cellule
(comprendente quindi i 3 sottotipi adenocarcinoma, squamoso od epidermoidale ed
a grosse cellule) in stadio IIIB o IV e pertanto inoperabile. In tale
sperimentazione si vogliono analizzare i risultati ottenuti nei pazienti che
ricevono il glutoxim associato alla chemioterapia nei confronti di quelli che
ricevono soltanto la chemioterapia. Per fare ciò ogni singolo paziente viene
casualmente inserito in uno dei seguenti tre gruppi con diverse possibilità di
trattamento: il primo gruppo viene trattato con chemioterapia e glutoxim per
via endovenosa ed intramuscolare (gruppo A); il secondo con chemioterapia e
glutoxim per via endovenosa e sottocutanea (gruppo B) ed il terzo con la sola
chemioterapia (gruppo C).
Gli obiettivi
principali dello studio sono:
valutare la
sicurezza del glutoxim somministrato prima, durante e dopo il trattamento con
chemioterapia (carboplatino + paclitaxel somministrati per via endovenosa)
monitorando la frequenza, la durata e la gravità degli effetti collaterali
lamentati dai pazienti dei gruppi A e B, e comparandoli successivamente con
quelli manifestatisi nei pazienti che hanno ricevuto solo chemioterapia (gruppo
C);
valutare la
risposta antitumorale nei pazienti dei gruppi A e B in seguito a multipli cicli
di chemioterapia e confrontare tale risposta antitumorale con quella ottenuta
nei pazienti appartenenti al gruppo C;
misurare la
percentuale di pazienti con sopravvivenza superiore ad un anno dall'inizio del
trattamento per i gruppi A e B e confrontarla con la percentuale di pazienti
con sopravvivenza superiore all'anno del gruppo C;
misurare le
capacità di recupero dell'emopoiesi, con particolare riguardo ad emoglobina,
globuli bianchi e loro formula, e piastrine, dei pazienti dei gruppi A e B e
confrontare tale dato con quello ottenuto nei pazienti del gruppo C.
Gli obiettivi
secondari dello studio sono:
valutare la
frequenza con la quale, nei gruppi A e B compaiono complicanze correlate alla
malattia od alla chemioterapia, compreso il tipo e la gravità delle infezioni e
la necessita di trasfusioni, e confrontarla con quella dei pazienti del gruppo
C;
studiare l'effetto
del glutoxim sulle funzioni del sistema immunitario tramite il dosaggio della
concentrazione nel sangue dei pazienti dei gruppi A e B di alcune citochine
(sostanze stimolanti e modulanti le attività del sistema immunitario) e delle
sottopopolazioni linfocitarie (le cellule responsabili dell'immunità) e
confrontare tali dati con quelli ottenuti nei pazienti del gruppo C.
Conclusioni e risultati del trial.
Com'é noto
chemioterapia e radioterapia hanno la funzione specifica di danneggiare, fino
ad uccidere, le cellule anomale, ma nel contempo, come azione secondaria
ed indesiderata, provocano il danneggiamento funzionale e la morte anche
di molte cellule "sane" appartenenti ai diversi organi e tessuti,
specialmente di quelle che presiedono alla funzione immunitaria inducendo
pertanto immunodepressione. Questa moria di cellule sane è responsabile degli
effetti collaterali di queste terapie (nausea, scarso appetito, perdita di
capelli, perdita di lucidità intellettiva, senzazione di malessere ecc..).
In Russia è stato
dimostrato che il Glutoxim possiede una potente azione di stimolo
della riproduzione e della maturazione funzionale delle cellule sane
che di conseguenza riescono a riparare più rapidamente i danni tessutali
provocati dalle disfunzioni e dalla morte delle cellule (tumorali o meno).
Pertanto, il glutoxim può essere considerato come coadiuvante delle terapie
"tradizionali" avendo una considerevole effetto sul controllo dei
sintomi della malattia e degli effetti collaterali della radio- e della chemioterapia
oltre ad una azione generale di stimolazione funzionale dei tessuti .
Recentemente la Novelos ha annunciato i risultati ottenuti nello studio
clinico randomizzato americano (http://novelos.com/docs/Novelos%20PR%20Phase%201-2%20NSCLC%208-8-05.pdf)
che possono essere così riassunti:
Sono stati individuati 44 pazienti affetti da
carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato (IIIB/IV) che non
avevano mai ricevuto precedentemente
chemioterapia e sono stati divisi in tre gruppi :
Gruppo A: composto da13 pazienti che sono
stati trattati con chemioterapia e glutoxim
per via endovenosa ed intramuscolare;
Gruppo B: composto da16 pazienti
che sono stati trattati con chemioterapia e glutoxim per via endovenosa
e sottocutanea;
Gruppo C: composto da15 pazienti
che sono stati trattati con sola chemioterapia.
E’ stata osservata una riduzione della
massa tumorale superiore al 50% della stessa nel 69% dei pazienti appartenenti
al gruppo B (glutoxim endovenoso e sottocutaneo e chemioterapia) contro solo il
33% dei pazienti appartenenti al gruppo C (solo chemioterapia). Dall’analisi statistica è risultata una risposta
statisticamente significativa (p=0.044). Il gruppo A (glutoxim endovenoso ed
intramuscolare associato alla chemioterapia)
ha avuto una percentuale di risposta nel 46% dei pazienti.
Inoltre i pazienti trattati con glutoxim hanno tollerato meglio la
chemioterapia come dimostrato dalla loro capacità di riceverne un maggior
numero di cicli rispetto al gruppo di controllo. Infatti tutti i pazienti del
gruppo B e l’85% del gruppo A hanno completato i 4 cicli di chemioterapia
mentre solo il 50% dei pazienti del gruppo C ha tollerato i 4 cicli. Tale
differenza è statisticamente significativa (p=0.004).
Infine il glutoxim è stato molto ben tollerato e non sono stati
riportati casi di tossicità legata al questo farmaco
Ho potuto osservare di persona, oltre ad aver analizzato la casistica
russa ed i ottenuti da questo primo trial clinico americano, l’efficacia del
Glutoxim su molti dei miei pazienti che hanno assunto il farmaco assieme alle
tradizionali cure antitumorali specifiche per le diverse patologie dai cui
erano affetti e ho potuto concludere che il farmaco agisce come coadiuvante
delle terapie "tradizionali" non solo nel carcinoma polmonare non a
piccole cellule, oggetto della sperimentazione americana, ma sostanzialmente in
tutte le forme tumorali.
Anche se
l'attività antitumorale specifica del glutoxim, e delle tiopoietine in genere,
risulta allo stato dei fatti ancora "sub judice", (per quanto la
conferma dei risultati “russi” da parte della sperimentazione americana abbia
conferito maggiore certezza sull'efficacia antitumorale di
questo "nuovo" prodotto), il suo impiego per migliorare la qualità della vita dei pazienti in
terapia è, a mio parere, certamente da raccomandare in quanto aumenta
considerevolmente la tollerabilità dei trattamenti oncologici senza effetti
collaterali di rilievo.
Dott. Giorgio Castello
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